IT
Sono Gaetano Ippolito, nato a Napoli nel 1997. Il mio percorso nelle arti visive ha avuto inizio nel 2019, quando sono entrato a far parte di PhotoLab, un’edizione speciale del Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci. In questa occasione ho realizzato Möbius, una serie di autoritratti che sono stati esposti nella mostra collettiva Openheart (Casa della Fotografia – Villa Pignatelli, Napoli, 2020).
Nel 2019 ho anche intrapreso il mio percorso al CFI – Centro di Fotografia Indipendente, fondato da Mario Spada, Biagio Ippolito e Luca Anzani, dove mi sono concentrato sulla fotografia analogica e sulle tecniche di camera oscura. Dal 2023 faccio parte del corpo docenti del CFI, dove insegno camera oscura.
Il mio lavoro ruota intorno al tema del ricordo e alla sospensione che questo provoca, offrendo una riflessione sull’intreccio tra immagine e memoria. Fotografare per me non è un atto immediato: è piuttosto un processo di avvicinamento che implica sempre una distanza, una separazione sottile tra me e ciò che inquadro. L’immagine non è mai presente in modo diretto, ma è filtrata da una sorta di invisibile presenza che la rende sfuggente e ambigua.
Lavoro principalmente in camera oscura, sperimentando con materiali in disuso e tecniche di sviluppo e stampa alternative. Talvolta, integro elementi testuali nei miei progetti. Un aspetto centrale del mio processo creativo è l’erosione dell’immagine: più che fissare qualcosa, cerco di catturarne il movimento, il passaggio, la traccia che lascia dietro di sé, in un disperato tentativo di registrare l’eco di una presenza ormai svanita.
Nel corso degli anni ho preso parte a diverse mostre collettive con opere fotografiche e videoinstallazioni, pubblicando i miei lavori in numerose pubblicazioni collettive. Nel 2024, insieme al fotografo Mario Spada, ho presentato la mostra Spina Tremula negli spazi di Chikù a Scampia.
Continuo la mia ricerca con un approccio multidisciplinare, che spazia tra fotografia, sperimentazione in camera oscura e installazioni audiovisive.
EN
I am Gaetano Ippolito, born in Naples in 1997. My journey into the visual arts began in 2019 when I joined PhotoLab, a special edition of Laboratorio Irregolare led by Antonio Biasiucci. During this time, I created Möbius, a series of self-portraits that were exhibited in the group show Openheart (Casa della Fotografia – Villa Pignatelli, Naples, 2020).
In 2019, I also began my studies at CFI – Centro di Fotografia Indipendente, founded by Mario Spada, Biagio Ippolito, and Luca Anzani, where I focused on analog photography and darkroom techniques. Since 2023, I have been part of the teaching staff at CFI, where I teach darkroom techniques.
My work often revolves around memory and the suspension that it brings, offering a reflection on the relationship between image and memory. For me, photography is not an immediate act: it is rather a process of approaching the subject, always involving a certain distance, a subtle separation between myself and what I frame. The image is never truly present; it is filtered through an invisible presence that makes it elusive and ambiguous.
I primarily work in the darkroom, experimenting with discarded materials and alternative development and printing techniques. Occasionally, I integrate textual elements into my projects. A key aspect of my creative process is the erosion of the image: rather than capturing something fixed, I seek to capture its movement, its passage, the trace it leaves behind, in a desperate attempt to record the echo of a presence that has long since vanished.
Over the years, I have participated in various group exhibitions with photographic works and video installations, and have published my works in several collective publications. In 2024, together with photographer Mario Spada, I presented the exhibition Spina Tremula at the Chikù space in Scampia.
I continue my research with a multidisciplinary approach, combining photography, darkroom experimentation, and audiovisual installations.





